Il mercato dell'energia,
in chiaro.
Trasparenza sui prezzi del gas e della luce, spiegata semplice. PUN, componenti ARERA, fasce orarie e calcolatore tariffario — tutto in un'unica pagina, senza upsell.
PUN — il termometro del mercato.
Il PUN è la media del prezzo dell'energia all'ingrosso sul mercato del giorno prima. Se sei in tutela, è la base del prezzo che paghi. Se sei nel mercato libero, è il riferimento da cui partono le offerte indicizzate.
Come si è mosso il PUN nell'ultimo anno.
Il prezzo all'ingrosso varia ogni mese: dipende da domanda stagionale, costo del gas (che entra ancora oggi nel mix elettrico), import e produzione rinnovabile. Passa il mouse sui punti per vedere il valore mese per mese.
La bolletta, voce per voce.
Una bolletta della luce è composta da sei voci principali: solo una, la quota energia, dipende davvero dal fornitore. Le altre sono uguali per tutti, regolate da ARERA o dallo Stato. Capire chi prende cosa è il primo passo per non farsi raccontare storie.
Il prezzo della materia prima: l'elettricità che consumi.
È la voce più grande della bolletta e dipende dal prezzo all'ingrosso dell'energia (il PUN, se sei in tutela, o la formula del tuo fornitore se sei nel mercato libero). Si calcola moltiplicando i tuoi kWh consumati per il prezzo unitario applicato. È l'unica voce su cui un fornitore può davvero fare la differenza: tutto il resto è uguale per tutti, regolato da ARERA. Quando guardi un'offerta, è qui che devi confrontare: prezzo per kWh, indicizzazione (fissa o variabile), eventuali fasce orarie. Le altre voci non cambiano da fornitore a fornitore — quindi se due offerte hanno la stessa quota energia, il prezzo finale sarà praticamente identico.
Il costo amministrativo del contratto, indipendente dai consumi.
È un importo che paghi ogni mese a prescindere da quanta energia consumi: copre i costi del fornitore per gestire il tuo contratto, fatturazione, customer care, sistemi informatici. Per la Tutela ARERA Q2 2026 il PCV (Prezzo Commercializzazione e Vendita) è 44,73 €/anno fissi. Nel mercato libero i fornitori si allineano in genere su 60-90 €/anno. Per chi consuma poco, questa voce pesa proporzionalmente di più: una seconda casa con 500 kWh/anno paga la stessa quota fissa di una famiglia con 4000 kWh. Se hai consumi bassi è la voce su cui guadagni di più trovando un'offerta con quota fissa azzerata o molto contenuta.
Quanto costa portarti l'energia fino a casa, dalla rete al tuo contatore.
Paghi il distributore locale (e-distribuzione, Areti, Unareti, ecc.) per l'utilizzo della rete, la lettura del contatore, gli interventi tecnici. Non è il fornitore commerciale a incassare: lui è solo un esattore per conto del distributore. La cifra dipende dalla tua potenza impegnata (3 kW, 4,5 kW, 6 kW…) e dai kWh trasportati. Una parte è fissa, una parte variabile sui consumi. Per il cliente tipo Q1 2026 ARERA ha fissato la voce aggregata TRAS+DIS+MIS a 6,18 c€/kWh equivalenti. È regolata interamente da ARERA, identica fra tutti i fornitori a parità di scaglione. Quando cambi fornitore, questa voce non si tocca: paghi sempre lo stesso distributore.
Costi parafiscali per finanziare politiche pubbliche del settore energetico.
Sono voci aggiunte alla bolletta dallo Stato (tramite ARERA) per finanziare incentivi alle rinnovabili (componente ASOS, ~94,6% del totale oneri), smantellamento del nucleare, agevolazioni alle imprese energivore, bonus sociali, ricerca (componente ARIM). Sono uguali per tutti i fornitori — in tutela e libero — perché regolate centralmente. Per Q1 2026 ARERA ha fissato il valore aggregato a 3,03 c€/kWh, in calo del −3,3% vs Q4 2025. Periodicamente il governo le sospende o riduce per tamponare crisi dei prezzi (è successo nel 2022-2023). Le paghi sui kWh consumati: più consumi, più contribuisci. Sono la voce "politica" della bolletta.
Tassa di consumo sull'energia elettrica, simile alle accise sul carburante.
È un'imposta erariale fissa per kWh consumato, incassata dallo Stato. Per le utenze domestiche residenti l'accisa è pari a 0,0227 €/kWh, ma è azzerata sui primi 1800 kWh annui per la prima casa (la cosiddetta "esenzione zoccolo"). Sopra quella soglia paghi l'accisa piena. Per le seconde case e le utenze non residenti l'esenzione non si applica. Sembra poca cosa ma su consumi medio-alti diventa significativa. Nessun fornitore può farti sconti su questa voce: è una tassa di Stato, non un costo industriale.
L'imposta sul valore aggiunto, applicata sopra tutte le altre voci.
L'IVA si calcola sull'imponibile complessivo della bolletta — quindi su energia, trasporto, oneri, quota fissa e accise. Per le utenze domestiche residenti l'aliquota è ridotta al 10%; per le utenze non residenti, seconde case e attività commerciali sale al 22%. È una voce "moltiplicativa": qualsiasi sconto ottieni sulle altre voci si traduce automaticamente anche in un risparmio IVA proporzionale. Nei periodi di crisi (es. 2022-2023) il governo ha temporaneamente abbassato l'IVA sull'energia al 5% per tutti. Nessun fornitore può applicare aliquote diverse: è una tassa nazionale.
Le percentuali si riferiscono a un'utenza domestica residente tipica (3 kW, 2.700 kWh/anno). Variano in base a consumi, potenza e periodo. Ultimo aggiornamento dataset: 30 aprile 2026.
Quanto paghi tu? Una stima onesta in 10 secondi.
Inserisci i tuoi dati: muovi lo slider sui kWh annui (li trovi nell'ultima bolletta), scegli la fascia tipica e la regione. Il calcolo è 100% lato browser: niente dati raccolti, niente registrazioni, nessuna offerta in fondo.
Stima vicina alla mediana 905 € per il tuo profilo di consumo. Differenza: -26 €/anno.
- Quota energia453,00 €51,6%
- Quota fissa44,73 €5,1%
- Trasporto e contatore183,00 €20,8%
- Oneri di sistema90,90 €10,3%
- Accise27,24 €3,1%
- IVA (10%)79,89 €9,1%
Stima indicativa per utenza domestica residente, 3 kW, prima casa. Le condizioni reali variano per fornitore, periodo e dettagli del contratto. Per un'analisi sul tuo caso specifico, manda la bolletta a Rosario.
Quando consumi conta — qui c'è quanto.
ARERA divide la giornata in tre fasce: punta, intermedia e fuori-punta. Se hai una tariffa multiorario, l'energia consumata in F1 costa di più di quella consumata di notte o nel weekend. Capire la tua fascia tipica è il primo passo per scegliere monoraria o bioraria.
| Fascia | Orari | Giorni | Tipica per |
|---|---|---|---|
| F1Ore di punta | 08:00 — 19:00 | Lun — Ven (esclusi festivi) | Uffici, attività commerciali, lavoratori in casa di giorno |
| F2Ore intermedie | 07:00 — 08:00 · 19:00 — 23:00 | Lun — Ven · Sab 07:00 — 23:00 | Famiglie con cena/colazione a casa, serali |
| F3Ore fuori-punta | 23:00 — 07:00 | Tutti i giorni · Domenica e festivi 24h | Notturni, lavastoviglie/lavatrice notturne, pompe di calore |
Una giornata-tipo (Lun—Ven)
Sabato è quasi tutto F2 (eccetto la notte F3). Domenica e festivi sono F3 per l'intera giornata: cucinare, lavare e cuocere il forno la domenica conviene sempre.